Billy, icona pop dell’arredamento

Anche se non si è assidui frequentatori dei megastore Ikea non si può non aver visto almeno una volta la libreria Billy. L’avrete vista in un negozio, in un qualsiasi ufficio oppure a casa di qualche conoscente, ma l’avreste vista sicuramente: perché quella che è non solo è la libreria, ma il pezzo d’arredamento più venduto al mondo.

Prodotta da Ikea dal 1979, Billy – nome scelto dall’azienda svedese perché facile da ricordare e molto amichevole, è semplice, pulita e senza fronzoli, stretta e lunga, prodotta – almeno per i primi anni – in rovere e abete rosso, in armonia con le tendenze dell’epoca.

A disegnarla è stato Gillis Lundgren, architetto, uno dei primi dipendenti dell’allora giovane società svedese, capace di creare magari non un capolavoro di design ma senz’altro uno dei pezzi che ha contribuito alla fortuna dell’Ikea, tanto che in occasione del trentennale, l’azienda ha approntato alcune limited edition. Festeggiare il compleanno di un mobile può sembrare esagerato,  ma oggi Ikea (e la sua Billy) fa ormai parte di quelle pop culture references, icone della cultura popolare, che compongono l’oggettistica del nostro immaginario, un po’ come la Coca Cola, la Nutella, il Macintosh, la Vespa, il Levi’s 501.

Tornando alla Billy e alla sua nascita, le direttive fornite allora al giovane Lundgren dalla dirigenza dell’azienda sono state semplicemente quelle di ottenere un pezzo di arredamento senza tempo, che all’occorrenza potesse essere integrato con altri moduli.

E così è stato. A tutt’oggi Billy ha venduto oltre 42 milioni di pezzi nel mondo, un successo dovuto anche al fatto che Ikea è riuscita a fare invecchiare bene la libreria, ripresentandola negli anni con colori diversi e alla moda, nuovi optional e accorgimenti per farla restare al passo coi tempi. Recentemente Billy è stata sottoposta a un robusto lifting che l’ha resa leggermente più profonda e l’ha coperta con ante in vetro, adattandola così a contenere soprammobili, libri preziosi e di grosse dimensioni.

Questo perché, secondo l’azienda, ben presto gran parte dei libri tradizionali verranno soppiantati dagli eBook e le librerie perderanno progressivamente la loro ragion d’essere, trasformandosi in semplici piani d’appoggio. Una scelta che stride con quella del TG1 che, solo pochi anni fa, intitola Billy la sua rubrica sui libri, proprio in onore della storica libreria di Ikea.

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