A letto per la pace

lennonononowakowska-bedin1969L’altra metà dei Beatles John Lennon, che assieme a McCartney è l’autore della stragrande maggioranza dei successi del quartetto di Liverpool, si trasferisce in America dopo la metà degli anni Sessanta e lì conosce una nuova vita professionale e privata. Incontra Yoko Ono, la sposa, si separa dai Beatles e comincia l’attività pacifista. Una delle performance più clamorose è l’episodio del bed-in attuato assieme a Yoko Ono all’Hotel Hilton di Amsterdam il 2 aprile del 1969: i due, che stanno trascorrendo la loro luna di miele, in segno di protesta contro ogni tipo di violenza nel mondo trascorrono a letto un’intera settimana facendosi riprendere da numerosi fotografi e conversando con i giornalisti internazionali di temi pacifisti, contro l’intervento militare in Vietnam da parte degli Stati Uniti. Visto il successo, vogliono replicare la performance proprio negli States ma, all’ultimo momento, non gli viene dato il permesso. Allora ripiegano sul Canada e alloggiano per sette giorni al Queen Elizabeth Hotel di Montreal. Al termine dell’happening, chiamato Bed-In, registrano, nella stanza dell’albergo, quello che diventerà l’inno del movimento contro la guerra, Give Peace a Chance; così come We Shall Overcome era diventato quello del movimento per i diritti civili. E proprio a causa delle amicizie strette con i leader del movimento, come Abbie Hoffman, Jerry Rubin e Bob Seale, la Cia apre un dossier su di lui. Un messaggio – quello spedito grazie al Bed-In – che, secondo Yoko Ono, oggi 76 anni, non è mai invecchiato. «Facemmo il “Bed In” perché era un modo rivoluzionario di portare il messaggio ai giovani, era un modo di far capire che tutti potevano farlo, una maniera pacifica per mostrare la pace. Credo che i giovani oggi possano fare altrettanto». Mah… speriamo.

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