Il Pci chiude i battenti
Scritto da: luca // Categoria: Politica
Enrico Berlinguer, storico segretario del Pci, viene colto da un ictus cerebrale il 7 giugno 1984, durante un comizio a Padova in occasione delle elezioni per il rinnovo del parlamento europeo. Muore quattro giorni dopo. Ai funerali, che si svolgono a Roma in un assolato e caldissimo pomeriggio, partecipano poco meno di due milioni persone. Alla camera ardente, a rendere omaggio a un uomo politico nemico ma di cui stimava l’onestà e la correttezza, si presenta anche il segretario del Movimento sociale Giorgio Almirante. Alle elezioni, la settimana dopo, il Pci raggiunge il 33,3% e per la prima e unica volta sorpassa la Dc che ottiene il 33%. A fine mese il comitato centrale del partito elegge segretario Alessandro Natta che, nel suo discorso di investitura, chiarisce che ha una concezione meno solenne e più laica del ruolo del segretario. È un momento in cui il Partito si trova a fare i conti con una situazione generale in profondo movimento: sul fronte nazionale deve fare i conti con un continuo calo degli iscritti, sconfitte elettorali, la secca sconfitta al referendum sulla scala mobile voluto da Berlinguer e le crisi di molte giunte locali, amministrate col Psi. Continua a leggere…

Nell’autunno del 1978 a Padova, per dare voce all’area aggregatasi attorno ai Collettivi Politici del Veneto per il Potere Operaio, i Cpv, nasce il giornale Autonomia, la redazione è ospite nei locali di Radio Sherwood. Nello stesso periodo si salda un rapporto politico-organizzativo con collettivi autonomi milanesi e torinesi che editano il giornale Rosso che, proprio per palesare la ricerca di una nuova omogeneità della linea politica e editoriale, viene denominato Rosso per il Potere Operaio. Un anno dopo, il 7 aprile, il Procuratore della Repubblica di Padova, Pietro Calogero, incrimina diversi esponenti del gruppo extraparlamentare di Autonomia Operaia: è una retata in grande stile in cui cadono i leader del movimento come Franco Piperno, già leader di Potere Operaio romano; Oreste Scalzone, ex della segreteria nazionale di Potere Operaio e delegato, tra l’altro, alla responsabilità, del lavoro illegale; e Toni Negri, da tutti riconosciuto come l’ideologo del gruppo. 
Ora è un momento buio, dove si spopola solo in Sudamerica (grazie a Laura Pausini) e in Germania (con Gianna Nannini e Zucchero): ma una trentina di anni fa i cantanti italiani scalavano le classifiche di tutto il mondo, Usa e Inghilterra comprese. Su tutti c’è il caso anomalo di Raf. Raffaele Riefoli, foggiano d’origine, agli inizio degli anni Ottanta vive a Londra. Nel 1984 riesce a ottenere un contratto con una casa discografica Francese, la Carrere, è incide un singolo, in lingua inglese: Self Control. Pochi mesi dopo l’uscita, grazie al tam tam radiofonico, è in vetta alle classifica di mezza Europa e, dopo, raggiunge il primo posto anche negli Stati Uniti.
Il 14 settembre 1982, su Retequattro, ancora di proprietà della Mondadori, va in onda per la prima volta il Maurizio Costanzo Show che a tutt’oggi, con 4.373 puntate, è il talk show più longevo d’Italia. Con questo show Costanzo porta a termine un percorso cominciato nel 1976 con Bontà loro, e proseguito con Acquario e Grand’Italia, che pone la conversazione al centro dello spettacolo. Questa volta, però, sul palco non chiama solo ospiti famosi, trovano il loro momento di celebrità anche gente comune, che ha qualcosa da raccontare o da denunciare.