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Media
Vittorio Corona, giornalista con un passato in quotidiani nazionali, nel 1983 entra alla Rai con il compito di curare la prima rivistadella Nuova Eri, casa editrice controllata dalla Rai: lo stesso anno esce in edicola Moda, mensile femminile di costume, attualità e, ovviamente, moda. In pochi mesi la rivista, di grande formato, elegante, con carta patinata, è in grado di rompere molti schemi editoriali tipici di quel periodo: sono apprezzati, dai lettori e dagli addetti ai lavori del settore fashion, i contenuti, lo stile di scrittura, la qualità della grafica e dell’immagine. Visto il crescente successo, la Rai decide di affiancare alla rivista una trasmissione settimanale dallo stesso titolo (in onda su Raidue) legata ai temi della rivista, e, nel 1988, lancia King, l’equivalente di Moda al maschile, diretto dallo stesso Corona. Le riviste s’impongono grazie al nuovo linguaggio, verbale e grafico, e perché vanno in controtendenza ai miti del periodo, il denaro, il successo e l’apparire: Moda e King hanno l’ironia intelligente di scherzare con il divismo della moda e dello star system.
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Cronaca
A metà luglio del 1987, dalle latitudini artiche scende, verso l’arco alpino, una massa di aria fredda, sopra la quale staziona una massa di aria molto calda e umida. Nel giro di poche ore il barometro precipita, ma, per una concatenazione assai rara di fattori, non precipita la temperatura, tanto che lo zero termico rimane fermo a 4000 metri. Il 18 luglio in Valtellina sta piovendo da giorni. Gli abitanti della più che scrutare il cielo guardano preoccupati il terreno delle loro valli e i letti dei fiumi. A un certo punto gli argini del fiume Adda, a monte della diga di Ardenno, cedono, entrano nel fiume che straripa e allaga cinque comuni; a Tartano una frana prima taglia in due un condominio, poi prosegue la corsa verso valle e si ferma contro un albergo: alla fine si contano 11 morti. Dieci giorni dopo, nel comune di Valdisotto, un’altra gigantesca frana, di oltre 40 milioni di metri cubi di roccia e fango, si stacca dal Pizzo Coppetto e precipita da 200 metri di altezza, travolgendo un gruppo di sette operai. Continua a leggere…
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Costume,
Cronaca,
Politica
Carlo De Benedetti nel 1976 ha la fama di essere un manager dinamico e pieno di talento, tanto che l’ex compagno di scuola Umberto Agnelli e suo fratello Gianni lo chiamano con loro alla Fiat. Appena messo piede in Corso Marconi è subito soprannominato “la Tigre”, per la ferocia con cui tratta i vecchi dirigenti. Lo stesso Avvocato più di una volta cerca di placarlo. Una mattina, incontrandolo in corridoio, gli dice: «Ingegnere, non le manca nulla: è giovane, bello, ha soldi. Perché non pensa un po’ anche a divertirsi?» Ma lui è fatto così e capisce che lì non è aria. E, dopo appena 100 giorni, se ne va dalla Fiat sbattendo la porta. Fonda la Cir (Compagnie Industriali Riunite), trasformando una piccola conceria in una delle più importanti holding private italiane e, poco dopo, la Cofide (Compagnia Finanziaria De Benedetti). Nel 1978 si assicura una partecipazione importante alla Olivetti ed è nominato amministratore delegato portandola in attivo in poco tempo e, forte di questa esperienza, comincia ad acquistare altre aziende in difficoltà. Continua a leggere…
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Cinema
Nello Rossati, regista e sceneggiatore italiano ha girato, scritto e prodotto indimenticabili B-Movie. Dopo aver cominciato come attore e regista teatrale, realizza il suo primo film nel 1971. S’intitola Bella di giorno, moglie di notte, una pruriginosa storia di una moglie, Eva Czemerys, che per arrotondare si prostituisce.
Girato con pochi soldi ma con una discreta mano, il film ottiene un buon successo di pubblico, tanto che ne ripropone subito formula e protagonista (sempre la Czemerys) nel successivo La gatta in calore (1972), concedendo qualcosa in più al voyeurismo, anche grazie alla fotografia di Aristide Massaccesi, futuro campione del soft e hardcore italiano. Gira poi diversi film che già dai titoli cercano di solleticare la morbosità del pubblico: da Buona parte di Paolina (1973) a La nipote (1975) con la magnifica Orchidea De Santis, fino a L’infermiera (1976), che fa centro grazie al sex appeal di Ursula Andress. Va ricordato Io zombo, tu zombi, lei zomba (1979), con Renzo Montagnani e Nadia Cassini trasportati dalle commedie erotiche in una sgangherata farsa horror. La trama racconta la storia di un becchino e tre morti per incidente che, a causa di una formula voodoo letta su un foglio, diventano zombie. I quattro, per sfamarsi, hanno bisogno di carne umana. Fallito un agguato stradale, assumono la gestione del motel di uno di loro, con l’intenzione di mangiarsi i clienti, ma qualcosa va sempre storto per loro e dritto per gli ospiti. Film di budget bassissimo, tanto che lo stesso Renzo Montagnani, si lamenta in un’intervista pochi giorni prima dell’uscita: per contenere i costi interni ed esterni vengono registrati al Sylvan di Roma, modestissimo motel alle porte della città.
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Politica
Giovanni Goria, democristiano nato ad Asti nel 1943, è stato il più giovane presidente del Consiglio dei Ministri. Si iscrive alla Dc a soli diciassette anni e, a 23, è eletto alla Camera. Dal 1981, quando diventa sottosegretario al Bilancio nel I Governo Spadolini, ricopre incarichi ministeriali fino a quando, su indicazione del segretario del suo partito De Mita, nel 1987, diventa presidente del Consiglio a soli 44 anni, carica che lascerà proprio a De Mita nemmeno un anno dopo, quando si dimette in seguito alla bocciatura del suo Bilancio. Non ha mai avuto un forte peso politico, tanto che il vignettista Giorgio Forattini, su Repubblica, lo disegna con il volto vuoto, incorniciato solo da barba e capelli fluenti.
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Politica
Il 10 dicembre 1979, in una notte di nebbia, l’aereo personale su cui viaggia Serafino si schianta prima di riuscire atterrare all’aeroporto di Forlì. Pochi giorni dopo Raul raduna la moglie Ida e i tre cognati, Arturo, Franca e Alessandra, e si offre di dirigere il gruppo, che ha 6 miliardi di dollari di fatturato all’anno, proponendo una sorta di rivoluzione. Gardini vuole espandersi all’estero, aggiungendo altre partecipazioni nel settore zuccheri diventando il più grosso produttore europeo. Ottiene l via libera dagli eredi e immediatamente lancia una serie di scalate per migliaia di miliardi in Francia, Inghilterra e Brasile. Nel 1985 convoca una prima conferenza stampa: arrivano a Ravenna oltre cento, la notizia però non c’è, Gardini comunica soltanto che Ferruzzi sarebbe diventato un gruppo importante e ha mostrato il nuovo logo del Gruppo. Continua a leggere…
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Costume,
Media,
Politica
Gli anni Ottanta in 30 secondi. Così si potrebbe definire questo spot della Ramazzotti, una pubblicità che è entrata, nel bene e nel male, nella storia del nostro Paese. Lo spot, commissionato nel 1987 dalla Ramazzotti alla RSCG, mostrava la metropoli milanese viva, allegra, giovane e ottimista, fresca e vivace. E, con la colonna sonora del brano Birdland dei Weather Report, una voce fuori campo recitava: «Sì, Milano. La città dell’amaro Ramazzotti, la città di chi vive e lavora, la città della vita, di una giornata che non è mai finita. (…) Questa Milano da vivere, da sognare, da godere, questa Milano da bere». Continua a leggere…