Nicola Pietrangeli, il numero uno del tennis italiano, si ritira nel 1970 passando il testimone nelle mani del giovane Adriano Panatta, che lo ha già battuto nella finale dei campionati italiani. Assieme a Panatta, arrivano altri rinforzi: Paolo Bertolucci che, avendo come padre un maestro di tennis, si trova la racchetta in mano fin da bambino; Corrado Barazzutti, di superiore tenuta atletica e solidità, che arriva ad essere il numero 9 del mondo ed è ancora oggi l’unico italiano ad aver raggiunto le semifinali negli U.S. Open; e Tonino Zugarelli, che non riesce a sfruttare al meglio le sue ottime potenzialità a causa di una piccola, ma fondamentale, menomazione fisica: gli manca la falange del pollice. Zugarelli è riserva, tranne quando si gioca sulla superfici veloci, come il cemento, l’erba o il sintetico. Continua a leggere…
Verso la metà degli anni Settanta, soprattutto nelle grandi città, più della metà dei giovani tra i 16 e i 25 anni si considerano impegnati politicamente. E gli altri? Alcuni, pochi, lavorano; altri studiano, o fanno finta. Poi c’è chi fa sport e chi balla. Il nuovo luogo di aggregazione giovanile, infatti, si chiama discoteca. Il film La febbre del sabato sera, che vede John Travolta nei panni di Toni Manero, ha dato vita a una nuovo fenomeno: il Travoltismo. Dall’uscita del film, nel 1978, i locali da ballo aumentano del 50 per cento in un anno. In discoteca, prima o poi, ci passano tutti, studenti e lavoratori, contestatori e conservatori, ricchi e poveri, si entra in gruppo o da soli, quando si balla ci si lascia andare muovendosi liberamente come si vuole, non occorre essere provetti ballerini. Non manca, ovviamente, chi vede nel Travoltismo un fenomeno di disimpegno sociale che allontana i giovani dalla cultura e dalla partecipazione di massa per portarli al qualunquismo. Il fenomeno è bollato dai politici come tomba dell’impegno politico giovanile, dalle femministe come ritorno al maschilismo, mentre dai sociologhi è visto come un anomalo e pericoloso rinchiudersi nel privato. Continua a leggere…
A metà degli anni Settanta la quantità delle monete in circolazione non basta più. Le cause sono diverse: la prima, l’inflazione. Tra il 1974 e il 1977 l’inflazione è definita galoppante, ciò costringe la zecca a immettere sul mercato banconote e non monete. Poi i juke box, i flipper, le biglietterie automatiche, i turisti che se le portano via come souvenir. La leggenda vuole che la colpa delle sparizione delle monete sia dovuta anche agli orafi giapponesi che, per realizzare le casse dei loro orologi, utilizzavano l’ottima lega del nostro conio. I negozianti non sanno più cosa inventarsi per dare il resto e rifilano all’acquirente di tutto: gettoni per il telefono, cioccolatini, caramelle, gomme da masticare, cerotti, matite, francobolli. Questo accade fino al 10 dicembre del 1975, quando compare un assegno circolare, perfettamente uguale a quegli ordinari, se non nelle dimensioni (solo 11 centimetri per 6), emesso dall’Istituto San Paolo di Torino e intestato all’Associazione commercianti di Torino, per un importo di 100 lire. Da quel giorno le banche si moltiplicano fino a diventare 32, esclusi gli istituti di credito inesistenti coniati dai falsari, ed emettono assegni da 50, 100, 150, 200, 250, 300 fino a 350 lire per un ammontare di 200 miliardi. I mini-assegni soccorrono negozianti e acquirenti fino a quando la zecca, nel 1978, non mette in circolazione la nuova moneta da 200 lire e altri pezzi da 100 e 50 più piccoli.
Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre del 1970, tutto è pronto. A Roma, un gran numero di uomini è stato raccolto da Junio Valerio Borghese, ex Ufficiale di Marina a capo della X Mas durante la guerra mondiale, in stretta collaborazione con le organizzazioni di destra Avanguardia nazionale e Ordine nuovo. Borghese, assieme ad alti funzionari dei ministeri e delle forze armate, ha predisposto un piano che prevede l’occupazione dei ministeri degli Interni e della Difesa, la sede della Rai e delle telecomunicazioni, l’arresto dei segretari dei partiti e di altri esponenti parlamentari. Al termine, sarà lo stesso Borghese a leggere in tv un proclama e, successivamente, dopo l’intervento delle Forze armate, si insedierà la Giunta nazionale, già attiva e organizzata in clandestinità dai primi di luglio. I militanti di Avanguardia nazionale, comandati da Stefanio Delle Chiaie, entrano al ministero degli Interni; Sandro Saccucci assieme a un gruppo di paracadutisti è pronto ad arrestare i politici. Continua a leggere…
Domenica 2 dicembre 1973, in seguito alla crisi petrolifera seguita alla guerra del Kippur dell’ottobre precedente, entra in vigore il divieto di circolare in automobile nei giorni festivi per risparmiare carburante. Il provvedimento, è varato dal governo Rumor assieme ad altri, il pacchetto Austerity, come la chiusura dei bar a mezzanotte e la buonanotte delle signorine buonasera della Rai anticipata alle 23. Nella prima domenica di austerità si risparmiano 50 milioni di litri di benzina. Alcuni mesi dopo viene permessa la circolazione una domenica alle targhe con cifra finale pari e quella successiva alle dispari. L’ingegno degli italiani diventa inesauribile anche in questa occasione: si affittano perfino le auto giuste a chi la domenica è appiedato. Continua a leggere…
