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Costume
Finalmente qualcuno si è accorto di loro. E, come si fa con le cose importanti, vengono celebrati in una mostra. Stiamo parlando di loghi, o più comunemente “marchi”, semplici fregi, segni, disegni e immagini che hanno fatto non solo la storia dell’imprenditoria, ma anche quella d’Italia e che ci hanno accompagnato per tutto il Novecento, esposti a Castel Sant’Angelo, a Roma, all’interno della mostra Loghi d’Italia. Storie dell’arte di eccellere, fino al 25 gennaio. Alcuni loghi sono diventati famosi grazie a Carosello, alcuni per i testimonial, altri ancora per l’estrema creatività o un design particolarmente azzeccato, fatto sta che ciascuno di loro nasconde un segreto, sia esso industriale o personale, o una storia grazie alla quale l’oggetto o l’azienda, reclamizzata è stato trasformato in mito. La mostra, curata dall’architetto Cornelia Bujin per Innovarte, si propone come una narrazione, viva e interattiva, delle commistioni tra il mondo artistico-culturale e le principali aziende italiane, e abbraccia opere e i contributi artistici più disparati, dal lungometraggio di Bertolucci al documentario di Antonioni, dai Caroselli di Armando Testa agli interventi artistici di Wahrol e Dalì, dalle affiches di Depero, Dudovich e Carboni ai versi di D’Annunzio, Marinetti, Pasolini, dai progetti architettonici di Cucinella e Fuksas alle sculture di Palladino, senza dimenticare il design, con Sapper, Zanuso e Superstudio e molti altri. Continua a leggere…
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Cronaca,
Politica
Il 10 novembre 1975 l’Italia rinuncia definitivamente, e senza alcuna contropartita, agli ultimi lembi di terra della penisola istriana. Nella cittadina marchigiana di Osimo s’incontrano il ministro degli Esteri italiano, Mariano Rumor, e quello jugoslavo, Milos Minic, firmano un’intesa, il cosiddetto Trattato di Osimo. Il governo di Roma, paga una serie di prezzi non da poco: la rinuncia alla sovranità italiana sulla zona B e la concessione di una zona franca italo-jugoslava, a cavallo del confine di Trieste. Il Trattato apre alla Jugoslavia una porta verso il Mercato Comune. Sono passati più di quarant’anni, ma la cessione – soprattutto tra triestini, giuliani e goriziani, non è ancora stata digerita.
Antenna 3 Lombardia nasce da una scissione di un’altra tv privata, Telealtomilanese. Già dall’inaugurazione, il 3 novembre 1977, si capisce che vuole fare le cose in grande stile: organizza, e trasmette in diretta, un incontro di pugilato di Sandro Mazzinghi, che torna sul ring dopo dieci anni di assenza. L’emittente diventa ben presto la prima nel Nord Italia, autoproduce quasi tutti programmi del palinsesto in un suo centro di produzione a Legnano, alle porte di Milano, fra i più tecnologicamente avanzati messi in piedi dalle tv private in quegli anni. Ma che sia una tv seria e professionale, lo si capisce soprattutto quando ingaggia artisti affermati, troppo presto dimenticati dalla Rai. Continua a leggere…
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Cronaca
Tre ruote per entrare nella storia. Tre ruote che, vestite da una carrozzeria inconfondibile, da sessant’anni circolano sulle nostre strade. Sono le tre ruote dell’Ape, un mezzo particolarissimo, che ha attraversato la storia del nostro Paese dal dopoguerra ad oggi, nata dalla genialità di un progettista aeronautico, Corradino d’Ascanio, e dalla lungimiranza di Enrico Piaggio oltre mezzo secolo fa che, dopo il successo della Vespa, vuole dedicarsi anche al trasporto leggero. Commercianti e artigiani sono i primi a innamorarsi dell’Ape e così, in poco tempo, ecco scorrazzare per città e campagne sciami di questi veicoli che portano i nomi delle ditte sul cassone. Continua a leggere…
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Costume,
Cronaca
Grazie all’Alta Velocità tra un mese, dal 14 dicembre, sarà possibile percorrere la tratta Roma-Milano in 3 ore e 30 e la Bologna-Milano in 65 minuti. A portarci sarà il Frecciarossa, un treno tutto nuovo color rosso e argento. Ne partirà uno ogni quarto d’ora nelle ore di punta e viaggerà a 300 chilometri all’ora; un supertreno che farà diretta concorrenza all’aereo, tanto che – per mettere le cose in chiaro – le Fs hanno coniato il motto: «Per viaggiare veloce non serve volare».
Quarant’anni fa, invece, a farci sognare era il Settebello. Continua a leggere…
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Costume,
Musica
Protagonista della Bay Area, Grace Slick è la front girl e vocalist dei Jefferson Airplane, gruppo che contribuisce a rinnovare radicalmente la scena rock californiana. La Slick, giovane, grintosa, intelligente, creativa e piena di talento, porta la corona di “sacerdotessa del flower power”, anche perché voce, fisico, carica sensuale e modi trasgressivi si prestano alla costruzione del mito. Con i Jefferson Airplane dà vita a una serie di dischi e concerti memorabili, dove la sua voce, dolce e aggressiva allo stesso tempo, rende inconfondibile un sound dalle tinte acide e psichedeliche. Stufa della carriera musicale, riesce a strappare un contratto di un milione di dollari per scrivere la sua biografia, Somebody To Love. Poi decide di dedicarsi anima e corpo a un vecchio hobby: la pittura (la copertina del primo album solista Manhole, del 1974, è un suo autoritratto). Nei quadri dipinge i volti dei suoi amici dell’epoca, Jimi Hendrix, Jim Morrison, Jerry Garcia, Janis Joplin; illustra scene immaginifiche da Alice nel Paese delle Meraviglie e, nonostante da diversi anni risieda a Malibu, si diverte sempre a ritrarre particolari di San Francisco. Durante le mostre vende i suoi quadri a migliaia di dollari e, a chi le fa i complimenti per l’intramontabile bellezza, risponde: «A 64 anni nessuno può essere bello. Cerco soltanto di essere presentabile. E non fatemi foto: è una cosa che ho sempre odiato anche quando avevo più motivi di mostrarmi».
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Costume,
Cronaca,
Politica
C’è qualcosa di misterioso nel fenomeno del movimento hippie, qualcosa che è sempre sfuggito e che sociologi, politici, media, non sono mai riusciti a spiegare. Lo straordinario è come un movimento giovanile, durato poco più di tre anni, sia riuscito a far parlare di sé condizionando un’intera generazione, come se fosse durato un decennio; e che ancora oggi, quarant’anni dopo, riesca ancora ad affascinare. La sola spiegazione che sono riuscito a darmi di questo fenomeno è che debba il suo successo alla sua filosofia. Quello degli hippie, infatti, è stato l’unico movimento culturale che ha fondato il suo credo esclusivamente nella divulgazione della pace e dell’amore, senza aver mai abbracciato un’ideologia politica. Continua a leggere…
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Cronaca
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Cinema,
Costume,
Musica,
Spettacoli
Sono passati quarant’anni da quando, al Moma di New York, si proiettò l’anteprima di Easy Rider, film diretto da un esordiente Dennis Hopper e che, come nessun altro, è riuscito a immortalare il sogno hippie, quello cioè di attraversare gli Stati Uniti in moto alla ricerca della libertà. Nel film ci sono tutti gli ingredienti dell’ideologia del Movimento dei Figli dei fiori: oltre la ricerca della libertà, c’è la droga, il rock (splendida la colonna sonora scritta, tra gli altri, da Roger McGuinn e con brani degli Steppenwolf e di Jimi Hendrix), il concetto di amicizia. Infine lancia una moda, quella del chopper, le moto personalizzate con le forcelle lunghissime, la sella con lo schienale, il serbatoio coloratissimo. I protagonisti del film, Hopper, Peter Fonda e Jack Nicholson, altro non sono che dei cavalieri, con la moto per cavallo e la chitarra come fucile, che agiscono fuori dalla legge (trafficano droga) ma combattono il perbenismo e l’America bigotta. Continua a leggere…
Scritto da: luca // Categoria:
Costume,
Spettacoli
È il 1981. Scoppia lo scandalo P2 (soldi), vengono trasmesse le nozze di Carlo e Diana (sesso) in diretta, così come in diretta (per 18 ore con punte di 28 milioni di telespettatori) viene raccontata la fine di Alfredino Rampi, un bambino che perde la vita cadendo in un pozzo artesiano (sangue). Per strada e nella società dilaga lo “yuppismo”. E viene trasmessa la prima puntata di Dallas. Alzi la mano chi non ha visto almeno una volta in tv il viso di Larry Hagman, l’attore che interpretava J.R, col faccione da tipico texano, tutto donne, petrolio e dollari. Dallas – telefilm prodotto negli Usa nel 1978 e sbarcato in Italia qualche anno dopo, ha avuto il merito di far svoltare pagina alla Tv di casa nostra. Continua a leggere…