Scritto da: luca // Categoria:
Costume
Il 31 ottobre 1970 la teleselezione raggiunge tutta Italia: da questo giorno, 6 milioni e mezzo di italiani possono liberamente comunicare tra loro con il proprio telefono da casa, basta far precedere un numero del prefisso di una città e poi comporre il numero dell’abbonato, senza dover passare dal centralino centrale e dire «Pronto signorina, mi può passare questo numero?». Nel 1976, per mezzo di una campagna sui giornali, la Sip (attuale Telecom) informa che in Italia è stato raggiunto il tetto dei 10 milioni di abbonati al telefono con 15 milioni di apparecchi, nel 1951 erano 1 milione e nel 1966 5 milioni che utilizzavano 6.400.000 telefoni. Continua a leggere…
Scritto da: luca // Categoria:
Costume,
Media,
Spettacoli
Ilona Staller, che nel 1974 lascia l’Ungheria per sbarcare in Italia e cercare di affermarsi come modella, muove i primi passi per la sua trasformazione a sex symbol alla radio. L’amico Riccardo Schicchi, che diventerà il suo manager, la presenta ai responsabili di Radio Luna di Roma, una delle prime emittenti private e con un discreto seguito nella Capitale. Il direttore, attratto dall’accento straniero, le affida la trasmissione notturna Voulez-vous coucher avec moi, dove Ilona, con il suo fare da bambinotta svanita, consiglia su come fare l’amore: la prima puntata va in onda la notte del 30 ottobre 1975. Ed è proprio quella notte che nasce Cicciolina: la Staller, infatti, inizia subito a chiamare cicciolini gli ascoltatori. Continua a leggere…
Scritto da: luca // Categoria:
Costume,
Cronaca,
Politica
È stata la macchina per scrivere più venduta, utilizzata e amata d’Italia. Progettata nel 1950 da Giuseppe Beccio e disegnata Marcello Nizzoli per la Olivetti, la Lettera 22 diventa presto l’amica insostituibile per grandi e piccoli scrittori. Forma semplice e minimalista, spigoli arrotondati, meccanica robusta, leggera e compatta, facile da trasportare (la prima custodia era di cartone, poi sostituita con una più elegante, in similpelle con cerniera) è il prototipo della macchina per scrivere portatile. Concepita mentre il Paese è impegnato nella ricostruzione post-bellica, è adottata soprattutto dai giornalisti, che ne apprezzano la leggerezza e la possibilità di appoggiarla verticalmente sul tavolo, in modo da far spazio sulla scrivania. Continua a leggere…
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Costume,
Media,
Spettacoli
«Raffaella Carrà, regina del così-così» in questo modo Maurizio Costanzo liquidò la giovane Raffaella Pelloni (in arte Carrà) da Bologna che, nel 1971, dal mese di ottobre, affianca Corrado in Canzonissima, varietà del sabato sera. È spigliata, snella, canta e balla: i responsabili Rai, dicono i maligni, l’hanno scelta per il suo modesto cachet. Gli ascolti le danno ragione e l’anno successivo la Carrà tira fuori le unghie. O meglio, l’ombelico. Lancia il Tuca-tuca, una canzone scritta da Gianni Boncompagni, allora suo compagno oltre che pigmalione, troppo sensuale per la Rai bacchettona dell’epoca. E infatti, dopo la prima puntata, si grida allo scandalo. Continua a leggere…
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Media,
Politica
L’amico-collega Giovanni Angeli, sul suo blog Risodegliangeli, ha ripreso una vecchia idea del Male: quella dei falsi. Il Male, rivista fondata da Pino Zac (prima quindicinale, poi settimanale) ha avuto il merito di far ridere e pensare nel periodo buio del terrorismo, in cui i giornali scrivono solo scontri in piazza, attentati, bombe. Sin dal primo numero, uscito nel febbraio del 1978, si presenta come un giornale di rottura, fuori dagli schemi: sulla copertina spicca un disegno dello stesso Zac, un vaso pieno di merda con le facce di Andreotti, La Malfa, Craxi e Berlinguer e il titolo «La misura è colma». Continua a leggere…
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Cronaca,
Politica
Manuel Gandin, amico e collega, mi regala questo articolo dove – lucidamente e a freddo – analizza i fatti accaduti sugli spalti a Sofia durante la partita di calcio Bulgaria-Italia. E ricorda a noi, e a Gigi Riva, che più di una volta l’Italia si deve vergognare dei propri tifosi.
La memoria corta di Rombo di Tuono
di Manuel Gandin
Gigi Riva dice che lui è nell’ambiente della Nazionale di calcio dal 1963 e che certe cose non le aveva mai viste, riferendosi ai tifosi fascisti che hanno seguito l’Italia in Bulgaria. Allora, precisiamo: i tifosi fascisti sono sempre esistiti. È che è cambiato il modo di intendere la partita di calcio in generale, e quella della Nazionale in particolare. Quando Riva segnava con la maglia azzurra numero undici, i tifosi non erano stati ancora istigati a una sorta di farsesco senso di italianità che fa ribrezzo (facce dipinte e urla belluine su improbabili elmi di Scipio) ma che porta dritti dritti fino a Sofia. Nessuno, ai tempi di Riva, si faceva problemi se i giocatori non cantavano l’inno, perché saggiamente si pensava che la cosa migliore fosse che quegli undici dessero tutto in campo, facendo ciò per cui erano lì: tirare calci al pallone e non canticchiare stonando. Continua a leggere…
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Costume,
Libri,
Spettacoli
Doveva passare alla storia come il primo volume di una collana di una, allora, giovane casa editrice, invece L’insostenibile leggerezza dell’essere, romanzo dello scrittore Milan Kundera, è passato alla storia come primo libro da leggere assolutamente perché… “di moda”. Scelto da Adelphi per inaugurare la collana Fabula, il romanzo diventa subito un tormentone televisivo. Nell’ottobre del 1984, anno in cui è stato, è passato quasi inosservato. Ma il 29 aprile del 1985 va in onda la prima puntata di Quelli della notte, trasmissione cult di Raidue condotta da Renzo Arbore: e le cose, per Adelphi e il suo romanzo, cambiano radicalmente. Continua a leggere…
Scritto da: luca // Categoria:
Costume
Siamo alla metà degli anni Ottanta e la Svizzera dichiara guerra al Giappone: sarà la guerra del tempo. Gli elvetici, infatti, vogliono battere i giapponesi in un settore dove la concorrenza tra i due paesi è agguerrita: gli orologi. L’oreficeria elvetica in quegli anni versava in una grave crisi, e così una task force di manager dell’azienda elvetica Smh presenta un progetto che parte da un’idea semplicissima: movimenti al quarzo e produzione di massa, con il valore aggiunto di un design molto curato – affidato anche per la produzione in serie a veri e propri artisti – e con un prezzo davvero molto competitivo. Il nome? Semplice, immediato e internazionale: Swatch, acronimo di Swiss Watch. Continua a leggere…
Scritto da: luca // Categoria:
Musica,
Spettacoli
Ancora oggi non si capisce bene come possa essere successo, eppure bisogna inchinarsi davanti all’evidenza: gli Abba sono diventati una leggenda, lo conferma – ma non c’era bisogno – anche il successo del film Mamma Mia, tratto dal musical sulla loro carriera, che da anni sta girando per il mondo, e l’attesa inaugurazione del museo, interamente dedicato alla loro attività, che aprirà i battenti a Stoccoloma tra pochi mesi. I quattro svedesi sorridenti che in dieci anni, dal 1972 al 1982, hanno riempito le classifiche di tutto il mondo con motivetti orecchiabili, stanno così vivendo una seconda giovinezza. Continua a leggere…
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Media
Il quotidiano L’Occhio, edito da Rizzoli, esce nell’ottobre del 1979. Diretto da Maurizio Costanzo, sostituito verso la fine Pier Augusto Macchi, è stato il principale tentativo di realizzare in Italia un quotidiano di tipo popolare sul modello dei tabloid inglesi a larga diffusione. Sul nuovo quotidiano trovano spazio argomenti che sui giornali tradizionali, venivano penalizzati: cronaca rosa e nera, poca politica, e largo spazio ai personaggi della tv. L’Occhio si presenta subito come un quotidiano totalmente nuovo nel panorama italiano, adottando una grafica aggressiva attinta direttamente dal britannico Daily Mirror. Continua a leggere…