Scritto da: luca // Categoria:
Costume
Cinquant’anni fa un pasticcere di Barcellona ha rivoluzionato il mondo delle caramelle. È stato Enric Bernat che nel 1958 decise di convertire l’azienda di famiglia in una fabbrica di lecca lecca. Al geniale pasticcere basta appostarsi di fronte a una scuola elementare e guardare i bambini alle prese con le caramelle per capire che per i piccoli consumatori sono complicate da scartare, perché spesso sfuggono dalle mani, e scomode da mangiare, visto che prima di portarle alla bocca si appiccicano alle mani. E poi, particolare non trascurabile, sono piccole e finiscono subito. E così a Enric viene in mente di produrre una caramella “maxi” che si porta alla bocca impugnando un bastoncino e decide, di chiamarla Gol. Continua a leggere…
Scritto da: luca // Categoria:
Costume,
Spettacoli
Verde, basso, capelli biondastri sempre spettinati, con la coda e le orecchie a punta. Forse anche un po’ sporco. Un mostro? No, è lo Scrondo, il primo personaggio che è riuscito a sfondare il muro del perbenismo televisivo. Nato a metà degli anni Ottanta dalle menti di Stefano Disegni e Massimo Caviglia come protagonista di un fotoromanzo per la rivista TuttiFrutti, Scrondo debutta in televisione vent’anni fa, nell’autunno del 1988 su Italia 1 in Matrioska, come co-conduttore a fianco di una splendida Moana Pozzi, trasmissione chiusa dopo una puntata dall’editore Silvio Berlusconi per i suoi contenuti giudicati volgari e, solo dopo la minaccia di dimissioni da parte dell’autore Antonio Ricci, ripresa poco dopo con il titolo di Araba Fenice. Un mostro e una pornostar, un’accoppiata perfetta, fortemente voluta da Ricci ma che fece venire i brividi sin da subito a Silvio Berlusconi. Continua a leggere…
Scritto da: luca // Categoria:
Musica,
Spettacoli
Mina festeggia le nozze d’oro con lo spettacolo e mi auguro venga festeggiata a dovere. Perché è la più grande. Ha cominciato la sua carriera artistica il 23 settembre del 1958, a diciotto anni, bellissima, cantando sul palco del La Bussola di Marina di Pietrasanta, locale indissolubilmente legato a lei, la canzone Un’anima tra le mani, con una grinta e una presenza scenica inusuale per l’epoca, guardando il pubblico dritto negli occhi, indossando vestitini cortissimi che mettevano in bella mostra un paio di gambe infinite. Una rivoluzionaria . Cremonese, di buona famiglia, soprannominata subito “la tigre”, Mina Mazzini è una cantante immensa, una donna intelligente, che ha saputo gestire al meglio la sua carriera anche in momenti veramente difficili, un personaggio che ha rappresentato una vera e propria evoluzione del costume sociale italiano, soprattutto nei confronti della figura femminile, spesso giudicata esclusivamente da un punto di vista cattolico e piccolo-borghese. Continua a leggere…
Scritto da: luca // Categoria:
Cronaca,
Politica
Pino Casamassima, uno che di terrorismo se ne intende, dice la sua sullo scontro tra Adriano Sofri e Mario Calabresi, figlio del commissario assassinato nel ‘72 da un commando di militanti di Lotta Continua
Non sono io il terrorista. Parola di Adriano Sofri
di Pino Casamassima
«Donnez-nous vos bombardiers et nous vous donnons nos couffins» (Dateci i vostri bombardieri e noi vi daremo i nostri cestini): così risponde Ben M’Hidi, uno dei leader del Fronte di liberazione algerino, al generale francese Jacques Massu, che dopo averlo fatto prigioniero gli urla di vergognarsi di essere un terrorista capace di mandare le donne con i cestini imbottiti di esplosivo fra la gente nei mercati. Un episodio della sanguinosa guerra di liberazione algerina contro i colonialisti francesi, che dimostra quanto sia antica e irrisolta la questione attorno alla definizione di “terrorismo”: “Azione e metodo di lotta politica (per difendere o più spesso per sovvertire o destabilizzare una struttura di potere) – riporta la Treccani – che, per imporsi, fa uso di atti di estrema violenza, come attentati e sabotaggi, […] allo scopo di suscitare il panico e la reazione emotiva della popolazione […]”. Ma cotanta autorevolezza non basta per chiudere una discussione storicamente lunga. Continua a leggere…
Scritto da: luca // Categoria:
Costume,
Libri,
Media
Ha anticipato – e di molto – i personaggi di Blade Runner e Terminator, ma nessuno l’ha mai ammesso, anche perché i film uscirono poco dopo la pubblicazione dell’edizione americana del fumetto. Ma non solo: Ranxerox, personaggio è ideato nel 1978 da un giovane Stefano Tamburini (poco più che ventenne) aiutato dagli amici Andrea Pazienza e Tanino Liberatore, è stato il film di ciò che è oggi il mondo giovanile. Ranxerox è uno “studi-delinquente” (definito così da Filippo Scòzzari), e le sue storie sono ambientate in un futuro prossimo, dove alcune città, come Roma, Milano o Torino, diventano megalopoli costruite su più livelli, in cui si muove una variegata umanità. Continua a leggere…
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Cronaca,
Musica
Certo il lutto non farà clamore come quello di Wright dei Pink Floyd, però, per chi come me si è formato nei Settanta, la notizia lo fa fermare a pensare. Stefano Rosso, cantautore romano, è morto ieri sera a sessant’anni. Stefano chi? Stefano Rosso, quello “dello spinello”. Stefano, garbato con la “erre” moscia, cantante e chitarrista, vero cognome Rossi, faceva parte della scuola dei cantautori romani. E negli anni ha mantenuto uno zoccolo duro di fan. Aveva debuttato nel 1969, in coppia col fratello nel duo Romolo e Remo, con la canzone Io vagabondo, ma balzò improvvisamente alla ribalta nel 1976 grazie a La storia disonesta dove cantava che a lui bastava «due amici una chitarra e lo spinello» e tutto il resto non gli importava niente. Forse, aveva ragione lui.
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Musica,
Spettacoli
Se n’è andato in punta dei piedi, in silenzio. Così come discretamente ha vissuto la sua vita da rock star. Richard Wright, morto di cancro a 63 anni, è stato sempre visto come “il lato buono dei Pink Floyd”, sarà stato per la sua faccia da bravo ragazzo, o per la sua compostezza nei concerti seduto alle tastiere, anche nell’epoca della psichedelia più dura. Continua a leggere…
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Cronaca,
Politica
Ricevo dal collega e amico Pino Casamassima questo articolo sull’attacco alle Twin Tower. Leggetelo, ne vale veramente la pena.
L’OCCIDENTE AL TEMPO DELL’11 SETTEMBRE
di Pino Casamassima
Ormai, l’11 settembre è diventato argomento a sé: non c’è bisogno di spiegare. Basta dire “11 settembre” per intendere. Intendere cioè il più devastante attacco agli Stati Uniti sul proprio territorio. Ancora più scioccante di Pearl Harbor perché avvenuto in tempo di pace. Inatteso. E, soprattutto, inaudito. Chi poteva mai immaginare infatti che alcuni aerei avrebbero potuto, indisturbati e impunemente, portare la morte in più punti del paese intaccabile per antonomasia?
Una possibilità – quella del cattivo che viene da fuori – talmente remota da autorizzare poi anche le più ardite e maliziose delle ipotesi: cioè che gli attacchi dell’11 settembre fossero stati di fatto degli “auto-attacchi”. Che, detta senza vergogna, gli stessi Stati Uniti avessero orchestrato tutto. Perché? Oibò! Ma per poter giustificare la successiva e conseguente politica di aggressione in medio oriente, no? Dove c’è il petrolio. E se bisognava sacrificare qualche americano per far girare il motore della civiltà a stelle e strisce, lo si sacrificava senza tante storie: cosa potevano mai essere tremila morti a fronte del “bene” (presente e futuro) di un intero popolo? Continua a leggere…
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Classifiche,
Cronaca,
Politica
La storia italiana sarebbe stata sicuramente diversa se non avessero ammazzato
Enrico Mattei 27 ottobre 1962
Aldo Moro 9 maggio 1978
Albino Luciani, Papa Giovanni Paolo I 28 settembre 1978
Roberto Calvi 17 giugno 1982
Michele Sindona 22 marzo 1986
Giovanni Falcone 23 maggio 1992
Paolo Borsellino 19 luglio 1992
Raul Gardini 23 luglio 1993
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Costume
Power pump, step, total body workout, G.A.G., ginnastica dolce, spinning, pilates, body-sculture, body conditioning, tune-up, gyrotonic: oggi le attività da svolgere in palestra sono molteplici, e a ogni stagione c’è sempre una novità, una sorta di nuova moda da seguire. E tutto questo grazie all’aerobica, una ginnastica creata verso la fine degli anni Settanta da una ex ballerina classica, Jacki Sorens, che pensa di abbinare la musica agli esercizi per renderli più divertenti, meno ripetitivi e per permettere di eseguirli a ritmo costante. Così, anche da noi, nella seconda metà degli anni Ottanta, si dà un calcio alle vecchie tute larghe, alle scarpe Superga blu, al formale rigore delle lezioni
nelle palestre silenziose e austere; irrompono i colori, i body colorati, li scaldamuscoli, la musica dance, l’istruttore col fascino della rock star: l’aerobica diventa rapidamente la forma più popolare di attività fisica per signora, che sfocia in una sorta di mania collettiva. Continua a leggere…