Scritto da: luca // Categoria:
Costume,
Cronaca,
Musica,
Politica
La controcultura italiana celebra la sua fine il 30 giugno 1976, l’ultima giornata dell’ultimo festiva del Parco Lambro di Milano. Occorre però fare un salto indietro di almeno tre anni. Verso la fine del 1973, infatti, nascono i Circoli del Proletariato Giovanile che in pochi anni arrivano a coinvolgere migliaia di giovani (circa 7.000 solo a Milano) sia in attività culturali sia n quelle prettamente politiche. Questo rapido sviluppo è dovuto alla crisi della militanza: le organizzazioni della nuova sinistra, infatti, vengono abbandonate perché accusate di essere dei cloni dei partiti tradizionali guidati da professionisti della politica. Migliaia di giovani di sinistra, quindi, cercano di fare politica in modo nuovo, aggregandosi al di fuori delle organizzazioni tradizionali e dei partiti. L’appuntamento centrale di quello che viene presto definito il ‘proletariato giovanile’ è il Festival che ogni inizio estate viene organizzato dalla rivista undergound libertaria e pacifista Re Nudo al Parco Lambro di Milano. Continua a leggere…
Scritto da: luca // Categoria:
Costume
“Una rotonda sul mare, il nostro disco che suona…”, è l’inizio di una delle canzoni più famose di Fred Buongusto. Il testo, non è frutto della fantasia, ma trae ispirazione a una rotonda sul mare vera e propria: quella di Senigallia che si affaccia sul mare Adriatico. Inaugurata nel 1933, la Rotonda è progettata per stimolare la fantasia e attirare la “crema” dei duemila villeggianti di allora, grazie al quale, con i piedi sul cemento, potevano guardare il panorama a 360 gradi e sognare di essere in mezzo al mare. È un monumento sull’acqua che ha avuto il suo momento d’oro negli anni Sessanta, quando la villeggiatura durava ancora un mese e alla Rotonda si esibivano Gino Paoli, Franco Califano, Mal dei Primitives e, ovviamente, Fred Buongusto. Continua a leggere…
Scritto da: luca // Categoria:
Musica
Hanno conquistato le nostre classifiche in un attimo con Don’t Stop e l’album Rumours vende milioni e milioni di copie in pochi mesi in tutto il mondo (non si contano i milioni di copie vendute, basti sapere che dieci anni dopo l’uscita il disco raggiunge l’undicesimo platino (!) e sarà imbattuto fino all’avvento di Thriller e sta giocandosi il secondo posto tra i dischi più venduti di sempre con la colonna sonora di Saturday Night Fever). In Italia si chiedono: ma chi sono? È il loro primo album? I Fleetwood Mac non sono spuntati dal nulla e quando è uscito Rumours, nel 1977, hanno già una decina di anni di attività e altrettanti album alle spalle. Il sound e la formazione sono completamente rinnovati: dal rock-blues più classico si passa al soft rock e i due chitarristi Peter Green e Jeremy Spencer, che se ne vanno sbattendo la porta, e vengono rimpiazzati da Christine Perfect, pianista e moglie del bassista John McVie, e un’altra coppia di fidanzati: il chitarrista Lindsey Buckingham e la vocalist Steve Nicks: e saranno proprio i tre nuovi acquisti a dare l’impronta decisiva al nuovo suono della formazione, con il benestare di Mick Fleetwood, batterista, anima, manager e padre spirituale del gruppo. Rumours, che come detto è uno dei dischi più venduti nella storia, avrebbe dovuto essere l’ultimo prima dello scioglimento dei Fleetwood Mac. Continua a leggere…
Scritto da: luca // Categoria:
Cronaca,
Politica
Definendo le competenze amministrative locali nel 1970 il Governo decide di assegnare a Catanzaro la sede dell’Assemblea regionale per la Calabria. È il 14 luglio e a Reggio, città capoluogo ‘defraudata’, scoppia una vera e propria rivolta popolare. È il sindaco stesso, Pietro Battaglia, appoggiato da tutte le forze politiche tranne che dal Pci e dal Psi, che da vita alla rivolta: indice per il giorno 15 uno sciopero per protestare contro la decisione che, secondo lui, penalizzerebbe la città. Iniziano così gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine e si contanto decine di arresti e di feriti. Si organizzano vere e proprie barricate un po’ dappertutto, piazze, autostrada, ferrovia. Durante i funerali di Bruno Labate, un ferroviere morto negli scontri, la polizia si presenta imbracciando il mitra. La situazione sta sfuggendo di mano al sindaco Battaglia. E, alla guida dei rivoltosi, lo sostituisce il segretario provinciale della Cisnal, Francesco Franco detto Ciccio, che, dopo aver chiamato gli scioperanti teppisti e cialtroni, si schiera apertamente con l’insurrezione e lancia lo slogan Boia chi molla.«Questa è la nostra rivolta – dice – è il primo passo della rivoluzione nazionale». Continua a leggere…
Scritto da: luca // Categoria:
Musica
Per Lucio Battisti e Mogol, gli anni Settanta sono un periodo d’oro. Tra giugno e ottobre del 1970 scrivono Fiori rosa fiori di pesco; Il tempo di morire; Emozioni e Anna, brano che sconvolse per una rullata di batteria di ben 72 colpi! Visti i successi li due decidono di mettersi in proprio: fondano la Numero Uno, etichetta che non pubblica solo Lp di Battisti, ma lancia anche nuovi talenti come la Pfm, Ivan Graziani, Adriano Pappalardo, la Formula 3. Il battesimo della casa discografica è affidato a La canzone del sole, brano che ha fatto storia. Tra il 1972 e il 1978 Battisti confeziona album mitici: nel ’72 escono Umanamente uomo: il sogno, trainato da I giardini di marzo e, a fine anno, Il mio canto libero, forse l’album migliore, con La luce dell’est; Vento nel vento; L’aquila. L’anno dopo è la volta de Il nostro caro angelo che, oltre il brano omonimo, contiene La collina dei ciliegi. Nel ’74 esce Anima latina, uno dei dischi meno immediati e più sperimentale. Nel ’76 incide La batteria, il contrabbasso, dove le hit sono Ancora tu; Un uomo che ti ama; Dove arriva quel cespuglio. Nel ’77 scala la classifica con Io, tu, noi tutti grazie al brano Amarsi un po’. Il sodalizio finisce nel 1978: Una donna per amico è l’ultimo album realizzato dalla coppia Mogol-Battisti. Esaurita la vena artistica? Voglia di cambiare? Litigio per una questione di soldi? Nessuno saprà mai qual è la verità. Una cosa è certa: il periodo d’oro di Lucio Battisti, e in parte anche di Mogol, finisce quell’anno.