Scritto da: luca // Categoria:
Costume,
Cronaca,
Sport
È stata la compagna della domenica preferita dagli italiani: raramente baciata o accarezzata, quasi sempre strapazzata, insultata o fatta a pezzi. Ma tant’è, la settimana dopo si voleva ancora passare la domenica in sua compagnia. La schedina del Totocalcio ha accompagnato l’Italia e gli italiani alla rinascita, a sogni milionari: un azzardo innocuo che negli anni Cinquanta infiamma un popolo distrutto dalla guerra ma pronto a scommettere. Così, in pochi anni, la crescita del montepremi cresce rapidamente, quasi come l’industria, il reddito medio e le strade. Il Totocalcio diventa una sorta di emblema del miracolo economico di un Paese ferito a pronto a rialzarsi. È il 1946, l’anno del referendum “monarchia-repubblica”. L’Italia si lecca le ferite di una lunga guerra: circolano pochissime automobili, la maggior parte viaggia in treno, stipati in carrozze di terza classe, e non sono pochi quelli che non sanno se, a fine giornata, riescono a cenare. Senza quella povertà non si capirebbe l’imminente trionfo del nuovo gioco popolare creato da un giornalista, Massimo Della Pergola, aiutato da due suoi colleghi, Fabio Jegher e Geo Molo, inventano “la schedina Sisal”, concorso a premi legato al campionato di calcio che, tra mille difficoltà logistiche, si apprestava a ricominciare con la serie A divisa in due gironi, uno al Nord, l’altro al Sud. Continua a leggere…
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Costume,
Spettacoli
Il 29 maggio del 1969 è una data storica per la canzone: viene pubblicato Je t’aime… moi non plus, brano scritto da Serge Gainsbourg e cantato assieme alla sua compagna Jane Birkin. Da quel giorno – spiazzando la cultura degli struggimenti da cuore infranto e il senso cattolico del peccato – il coito, non più alluso o metaforizzato, fa il suo esordio discografico; prima di allora la musica non ha mai parlato esplicitamente di sesso. Ma non solo: anche la donna, finalmente, reclama la sua parte di piacere. La canzone ha suscitato parecchio scandalo – e altrettanto successo – grazie ai gemiti della Birkin, a commento del testo abbastanza esplicito che alterna parole d’amore e descrizione di corpi nudi nel bel mezzo di un rapporto: solo in Italia vengono venduti 37 milioni di 45 giri, che sarebbero stati molti di più se il disco non fosse stato sequestrato appena tre mesi dopo la sua uscita. La musica è malinconica e romantica, con un sinuoso, avvolgente e orecchiabilissimo riff d’organo che lascia a mano a mano il campo alle due voci: che all’inizio cantano e recitano affettuosità e dichiarazioni di amore, ma poi prendono sopravvento gemiti, sospiri ritmati fino all’orgasmo finale, con lui che intima con voce calda e roca «Viens…». Fu probabilmente questo a turbare il sonno dei censori. Ma nelle feste casalinghe dei sedicenni di allora, finiva sempre per saltare fuori il 45 giri proibito, magari sottratto alla discoteca d’un fratello maggiore e messo sul giradischi. Continua a leggere…
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Costume,
Cronaca
Un’invenzione da nome difficile, polipropilene, diventa simbolo di un’Italia in movimento: sospesa tra la povertà del passato e la voglia di futuro. È l’11 marzo del 1954 quando Giulio Natta, futuro premio Nobel per la chimica (nel 1963) scrive sulla sua agenda: «Fatto il polipropilene». Il nuovo prodotto, che in seguito sarebbe stato chiamato Moplen, serve a fare di tutto: stoviglie, componenti per le auto, bacinelle per l’acquaio, giocattoli, divertente, tanto che a fare da testimoniale è stato scelto un comico: Gino Bramieri. E, soprattutto, colora la vita degli italiani in quelli che sono stati chiamati, grazie appunto a questa invenzione, gli “anni di plastica”. Anni importanti, in cui cominciano le trasmissioni televisive, si modificano anche ruoli tradizionalmente immutabili, come il lavoro delle donne, nasceva il weekend e, per la prima e unica volta (se si esclude l’Olivetti) grazie al Moplen l’Italia è all’avanguardia mondiale in una tecnologia innovativa. Continua a leggere…
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Cronaca
È il 24 giugno del 1910 quando nasce L’Alfa (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili): la sede è a Milano e a guidarla sono un gruppo di imprenditori che rilevano la filiale italiana della francese Darracq. La prima vettura che esce dallo stabilimento al Portello, in zona Fiera, è la 24 HP: il motore, di 4084 cm3 di 42 CV, permette di superare i 100 chilometri l’ora, velocità notevole per l’epoca. La sportività, d’altra parte, è una caratteristica che accompagnerà, per cento anni, quasi tutti i modelli della casa del biscione. Pochi anni più tardi, con lo scoppio della guerra, l’azienda versa in gravi difficoltà economiche: a salvarla è l’ingegnere Nicola Romeo, che unisce il proprio nome al marchio. E la prima auto con lo stemma “Alfa Romeo” è del 1930: si chiama Torpedo che un giovane pilota, Enzo Ferrari (sì, proprio lui) porta al secondo posto alla Targa Florio. Le corse sono state sempre una grande vetrina per l’Alfa Romeo, tanto che negli anni Cinquanta, per lanciare la 1900 Sprint viene coniato lo slogan “la macchina da famiglia che vince le corse”.
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Cronaca,
Libri
Ho scritto un nuovo libro. Non è stato semplice: perché si discosta dal mio solito genere (il costume, la storia) e, soprattutto per il tema. Ma mi è sembrato giusto cogliere l’occasione che mi ha offerto Luca Sprea, editore abbastanza coraggioso per stampare 160.000 copie di volume che tratta un argomento spinoso, difficile, scomodo (in Italia anche di più), un tema che meno se ne parla meglio è. Da vero editore popolare Sprea ha anche deciso di distribuire il libro nelle edicole, per raggiungere il maggior numero di lettori, e di venderlo a un prezzo popolare: 7,90 euro. Chapeau! Dal canto mio mi sono limitato a raccontare i fatti, mettere a posto un po’ le carte e, soprattutto, riproporre integralmente il dossier pubblicato dal New York Times, quello che inchioda Papa Ratzinger, allora prefetto della Congregazione della Dottrina per la Fede, in merito alle denunce su Padre Murphy. Non è stato difficile: è stato solo schifoso. E basta.
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Costume
In spiaggia, la prima pancia nuda di una donna appare nel 1940: il costume si chiama Self Ra: è un pantaloncino accompagnato da un super-reggiseno che “tira su” e copre le forme con “poco scandalo”. Negli anni Cinquanta scompare l’effetto pantaloncino: si abbassa la mutandina e il reggiseno si scolla di più. Nel 1960 è Raquel Welch a fare scalpore: la mutandina si riduce ancora di più (ai fianchi solo una stringa) e i due seni sono coperti da semplici coppe, unite anche loro da una stringa. Manca poco al gran salto. Il Paese che ha scoperto per la prima volta il seno femminile è forse il più puritano di tutti. È il 3 giugno del 1965 quando una bionda modella americana diciannovenne, Toni Lee Shelley, si presenta su una spiaggia del Michigan vicino a Chicago, indossando sotto l’accappatoio un costume nero ascellare privo del reggiseno, sostenuto da due bretelline filiformi: il costume è opera dello stilista californiano Rudi Gernreich. Quando esce dall’acqua trova non solo una frotta di fotografi, ma anche due agenti (nella foto dell’arresto) che l’accusano per atti osceni in luogo pubblico. Da sottolineare il fatto che le foto del modello di costume dello stilista Gernreich, vennero rifiutate pochi giorni prima dal settimanale Life: «Il nostro è un giornale per famiglie, mica pornografico!» disse il direttore dell’epoca. Poi è la volta di Jane Fonda che nel 1966 ostenta un topless disinvolto in un bagno in piscina nella sua villa, e da allora tutto è cambiato. Continua a leggere…
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Costume,
Sport
Nasce in sordina nel 1909 il primo Giro d’Italia tra le strade polverose, praticamente deserte e con biciclette che pesano decine di chili. Si parte da Milano, da piazzale Loreto, il 13 maggio, in piena notte: alle 2,53 si muovono i 127 corridori che devono percorrere 2448 chilometri. L’arrivo, dopo 8 tappe (con arrivi a Bologna, Chieti, Napoli, Roma, Firenze, Genova e Torino) è previsto sempre a Milano, in piazza Castello. Prima della partenza tutti i corridori sono fotografati in modo che non vi siano dubbi sulla loro identità all’arrivo; le notizie relative alla corsa vengono diffuse tramite dispacci telegrafici che l’organizzazione espone per informare le squadre e gli allenatori degli sportivi, nonché i tifosi interessati. La classifica generale, a quell’epoca a punti, vede trionfare Luigi Ganna (nella foto) che riceve 5.325 lire, quota destinata al vincitore da un montepremi totale di 25.000 lire. Si dice che, intervistato all’arrivo, il vincitore – alla domanda su cosa si prova ad aver vinto una gara così impegnativa e importante – abbia dichiarato: «Me brüsa tanto el cü».
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Libri
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Musica,
Spettacoli
È il 1980: l’Italia è in astinenza di musica dal vivo, una stagione iniziata verso la metà degli anni Settanta, fatta di contestazioni ai concerti, scontri, autoriduzioni. Gli artisti, anche quelli più “impegnati” politicamente, sono vittime di veri e propri “processi” politici da parte di gruppi che si definiscono “autonomi” che li accusano di essersi venduti allo spettacolo capitalista. Non c’è concerto dove gli autonomi non riescano a interrompere lo spettacolo: sfondano i cancelli, si scontrano con le forze dell’ordine e raggiungono il palco. Il clou si tocca proprio a Milano, all’Arena Civica, quando viene una molotov lanciata sul palco dove si sta esibendo Carlos Santana. Continua a leggere…
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Sport
L’estate del 1984 è quella della follia calcistica: il Napoli acquista Maradona per una cifra record di oltre 13 miliardi di lire e fa sognare un’intera regione; l’Inter si rafforza con Rummenigge; Socratès, centravanti nazionale brasiliano, arriva alla Fiorentina; Junior, altro nazionale brasiliano, passa al Torino; la Sampdoria, con Souness; e il Milan, con Wilkins e Hateley, puntano sugli inglesi. Anche sul fronte interno ci sono colpi di mercato notevoli: dopo dieci anni Di Bartolomei lascia la Roma per il Milan; così come Gentile la Juve per la Fiorentina; la Sampdoria oltre a Beccalossi si assicura uno dei giovani italiani più promettenti, Gianluca Vialli. Alla prima giornata tutti gli occhi sono puntati sullo Stadio Bentegodi di Verona dove Maradona fa il suo esordio con Napoli: vince a sorpresa la squadra di casa allenata da Osvaldo Bagnoli, 3-1. Sorpresa? Continua a leggere…